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Papa
Clemente XII

(1730-40)

- segretari di stato:
. card. A. Banchieri († 1733);

. card. G. Firrao;

1733
dopo mesi di polemiche e condanne, il card. Niccolò Coscia decide di consegnarsi alle autorità romane;
9
, su sollecitazione diretta del papa si arriva alla sentenza;

22
, si conclude il processo contro il card. Niccolò Coscia e i suoi uomini iniziato nel 1730; i sedici cardinali che formano il tribunale approvano all'unanimità la sua condanna (ratificata il 25 maggio dal papa):
- tutti i suoi beni vengono confiscati e destinati ai poveri;
- deve pagare alle casse della Chiesa e di Roma la somma di centomila scudi a titolo di risarcimento;
- perde tutti gli onori, le cariche ecclesiastiche e il diritto di voto nel conclave;
- gli viene infine inflitta la pena di dieci anni di prigione da scontare in una cella di Castel Sant'Angelo;
[scontata la pena (forse non dieci anni!!!), papa Clemente XII lo assolverà dalla censura e gli restituirà il diritto di voto nel conclave; reintegrato nella dignità cardinalizia, si ritirerà a Napoli dove morirà il 14 settembre 1755 completamente solo e dimenticato da tutti.]
Mentre le relazioni con Filippo V sono peggiorate, nomina suo nipote card. Neri Corsini alla guida dell'Entità che in questo periodo si dedica alla persecuzione religiosa all'interno della Chiesa e alla massoneria più che alle questioni politiche;
il continuo passaggio di truppe spagnole attraverso lo Stato pontificio, i reclutamenti forzati e il rifiuto del papa a concedere l'investitura del regno di Napoli a Carlo di Borbone (figlio di Filippo V) portano ad una nuova rottura tra Madrid e Roma;
Dicembre
riceve il primo ampio rapporto, redatto dall'Entità, sulla massoneria.

Gesuiti

«segue da 1732»
[padre generale: ?]
Provincia Veneta:
[p. provinciale Donato Mora (1713-?)]
1733
, dal 1711 si sono stabiliti anche Feltre (fino al 1768).
[vedi Domicilia]
Il gesuita genovese Giovanni Gerolamo Saccheri pubblica l'opera dal titolo Euclides ab omni naevo vindicatus, testo di fondamentale importanza nella storia dei fondamenti della geometria.
«segue 1734»

ANNO 1733









Borda, Jean-Charles (1733-1799) matematico e militare francese;
ufficiale del Genio, partecipa alla battaglia di Hastenbeck;
incaricato di missioni geografiche e nautiche, le assolve ideando spesso nuovi metodi e perfezionando vecchi strumenti;
1796, ispettore alla Scuola allievi ingegneri di Parigi;
1798, membro del Bureau des Longitudes.

Caprara, Giovanni Battista (Bologna 1733-Parigi 1810) ecclesiastico e diplomatico italiano, 
vicelegato a Ravenna, nunzio a Colonia, Lucerna, Vienna;
1792, cardinale;
1800, vescovo di Iesi;
1801, 15 giugno, dopo la firma del concordato con la Santa Sede da parte di N. Bonaparte viene scelto quale legato pontificio a Parigi;
1802, arcivescovo di Milano;
1805, incorona Napoleone I re d'Italia;
conte e senatore del Regno d'Italia, fino alla morte rimane legato in Francia.

Le Tonnellier, Louis-Auguste – barone di Breteuil e di Preuilly (Touraine 1733-1807 oppure Azay-le-Ferron, Indre 1730-Parigi 1807) diplomatico e politico francese;
[Padre della duchessa di Matignon.]
entra nell'esercito e poi nella carriera diplomatica;
1758, da Louis XV è nominato Ministro plenipotenziario presso l'elettore di Colonia, poi ambasciatore in Russia presso Caterina II, poi a Stoccolma, Olanda e Napoli e Vienna;
1772, in Svezia favorisce il colpo di stato di Gustavo II;
1783, tornato in Francia, è nominato primo ministro - Consigliere di Stato - e poi ministro della Casa Reale; in questo ruolo abolisce l'uso delle lettres de cachet e difende la Regina contro il cardinale di Rohan nell' "affare della corona o della collana", distinguendosi sempre per la sua fedeltà al re e per la visione assolutistica del potere reale;
rivale e nemico di Ch.-A. de Calonne sostiene le repressioni dei primi disordini;
1787, contrario alla convocazione degli Stati Generali, viene esonerato dall'incarico che è affidato a J. Necker;
1789, 11-14 luglio, richiamato al governo è costretto a dimettersi dall'insurrezione di Parigi;
dopo la presa della Bastiglia emigra in Austria dove diventa uno dei principali agenti della Corte presso le potenze straniere, organizzando gli emigrati presso l'imperatore austriaco e restando fedele consigliere della Regina;
1792, sempre fedele al re, emigra ad Amburgo ma non si dedica più alla politica;
1802, ritorna in Francia dove, gratificato da Napoleone, riceve una pensione, senza cariche pubbliche; vi muore povero, rovinato dall'attività controrivoluzionaria.

Mesmer, Anton(1733-1815) medico tedesco, autore della dottrina del magnetismo animale.

Nicolai, Christoph Friedrich (Berlino 1733-1811) scrittore ed editore tedesco, la cui polemica contro la filosofia idealistica gli venne rinfacciata da molti, tra cui J.W. Goethe);
1749-52, commesso di libreria a Francoforte sull'Oder, dopo il suo rientro a Berlino gestisce la libreria paterna facendone il centro di un'intensa attività culturale in un momento in cui la capitale prussiana conosce la piena fioritura dell'Aufklärung e ne ospita autorevoli esponenti (come G.E. Lessing e M. Mendelssohn);
1757, inizia a pubblicare una serie di riviste che hanno presto forte diffusione: «Briefe die neueste Literatur betreffend» (Lettere sulla letteratura contemporanea - 1759-65) e la «Allgemeine Deutsche Bibliotek» (Biblioteca Universale Tedesca - 1765-1806);
Das Leben und die Meinungen des Herrn Magister Sebaldus Nothanker (1773-76, Vita e opinioni di Sebaldus Nothanker)
Freuden des jungen Werthers (1775, Gioie del giovane Werther; questa parodia del Werther di J.W. Goethe sollevò grande eco).

Pilati, Carlo Antonio (Tassullo, Trento 28 dicembre 1733 – Tassullo, 28 ottobre 1802) scrittore politico italiano.

Priestley, Joseph (Fieldhead, Leeds 1733-Northumberland, Pennsylvania 1804) chimico, teologo e filosofo inglese, professore di fisica e chimica a Nantwich e insegnante di lingue e letteratura nell'Accademia di Warrington;
Storia dell'elettricità (1766, gli vale la nomina a membro della Royal Society)
come chimico, compì alcuni esperimenti sulla solubilità dell'anidride carbonica in acqua e brevettò un sistema per produrre acque gassate artificiali: scoprì l'ossigeno (contemporaneamente a K.W. Scheele ma in modo indipendente), l'azoto, l'ossido di azoto, l'acido cloridrico, l'anidride solforosa e l'ammoniaca contribuendo di fatto alla sconfitta della "teoria del flogisto" di G.E. Stahl, di cui pure si professava fautore;
[1774, riscaldando ai raggi del sole, concentrati da una potente lente, ossido rosso di mercurio provoca un fenomeno del tutto diverso da quello atteso: la produzione di aria più pura di quella atmosferica: definisce la sua scoperta "aria deflogisticata"; per fortuna in ottobre va a Parigi e riferisce i suoi risultati ad A.-L. Lavoisier il quale comprende al volo che essi spiegano perfettamente la scomparsa di una parte dell'aria che si verifica durante una combustione in ambiente chiuso e il fatto che la "calce" pesa più del metallo da cui è ricavata, fenomeno evidentemente inspiegabile dalla teoria "a perdere" del Flogisto.]
come filosofo si occupò di psicologia associazionistica e scrisse un trattatello sull'arte di governare in cui venivano riprese le idee di J. Bentham della "massima felicità per massimo numero"; appoggiò la causa delle colonie americane e successivamente della rivoluzione francese; tale impegno gli procurò in patria numerose opposizioni e vessazioni che lo indussero ad emigrare in America dove gli era stata offerta una cattedra.

Sonnenfels, Joseph von (Nikolsburg, Moravia 1733-Vienna 1817) economista e giurista austriaco, la cui concezione economica, inizialmente ispirata al mercantilismo, si avvicinò gradualmente alle posizioni liberistiche sostenute in Germania da J.K. Justi;
di famiglia israelita, ottenne dall'imperatrice Maria Teresa, da cui fu nominato consigliere di stato, la patente di nobiltà;
1811, professore di scienze camerali (economia politica) e successivamente anche rettore dell'università di Vienna e presidente dell'Accademia di belle arti;
Principi fondamentali della polizia, del commercio e di scienza della finanza (1765, opera adottata nelle università austriache fino al 1846)
1776, propugnatore e ispiratore del riformismo illuminato di Maria Teresa e di Giuseppe II, egli riesce, fra l'altro, a fa approvare l'abolizione della tortura.

Tott, François, barone di (1733-1793) gentiluomo di origine ungherese;
accompagna il conte di Vergennes a Costantinopoli ed è incaricato di delicate missioni presso ministri ottomani;
dopo poco entra al servizio della Sublime Porta;
1776, tornato in Francia, col grado di maresciallo ha il comando di Douai;
1789, qui, durante la Rivoluzione, i soldati lo maltrattano;
deciso a lasciare definitivamente la Francia, torna in Ungheria dove muore.

Vaines, Jean de (1733-1803) amministatore francese;
1774, dal controllore generale (ministro delle Finanze) A.-R.-J. Turgot è nominato direttore dei Domini;
continua la sua brillante carriera sotto il controllore generale J. Necker;
imprigionato durante la Rivoluzione, viene poi nominato consigliere di stato da Napoleone.

Wieland, Christoph Martin (Oberholzheim, Biberach 1733-Weimar 1813) scrittore tedesco, il più illustre esponente in Germania del frivolo "rococò" letterario.

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La rivoluzione industriale

«segue da 1712»
1733, John Kay, un orologiaio di Bury, inventa la "navetta volante", un meccanismo che fa passare meccanicamente da un lato all'altro del telaio la spola, permettendo a un solo operaio di far funzionare il telaio;
1738, due artigiani, Paul Lewis e J. Wyatt, costruiscono, indipendentemente l'uno dall'altro, un filatoio meccanico, con cui è possibile filare sia lana che cotone: le innovazioni seguiranno a ritmo crescente;
«segue 1740»

Stampa

«segue da 1732»
1733,
Francia
Carta: nell'Alvernia perdura la crisi dei cenci per cui si proibisce l'esportazione di vecchi drappi;
Italia
Savoia
viene concepito un progetto di riforma della revisione libraria che si ispira a quella veneziana. In questo senso l'imprimatur dovrebbe ridursi ad un semplice visto. Si pone inoltre in discussione il valore complessivo degli indici, recuperando gli autori della pubblicistica regalista e antiaristotelica come Sarpi, Grozio, Pufendorf, Bodin, Gerson, Galilei, Cartesio, Gassendi, Leibniz. Dovranno invece continuare a essere messi al bando gli scritti immorali, eretici o considerati «dell'umana società distruggitori» come quelli di Th. Hobbes e B. De Spinoza. Il piano rimane comunque inattuato e, nel timore di aprire conflitti con Roma, le autorità si limitano a invitare "senza pubblicità" i librai a non tenere troppo conto delle prescrizioni inquisitorie. 
«segue 1734»

 

 

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